Challah alla vaniglia con pasta madre

Challah-alla-vaniglia

Era tantissimo che non preparavo dei lievitati! ultimamente neppure la pizza. Ieri ho rinfrescato la pasta madre che ci stava quasi per lasciare ma diciamo che con un cucchiaino di miele l’ho fatta riprendere e così oggi ho deciso di mettermi all’opera e di far lavorare un pò il KitchenAid dal cui ricettario ho preso la ricetta di questa challah alla vaniglia anche se l’ho dovuta un pò modificare per poterla usare con la pasta madre.

La challah (si dirà la o il il? boh!) è una pane tradizionale ebraico, a forma di treccia, una specie di panbrioche davvero soffice ma non molto dolce, in questo caso dolcificato con del miele. Era la prima volta che la preparavo e l’ho trovata buonissima! Di per se è molto semplice da preparare ma non veloce perchè usando la pasta madre c’è bisogno di una lunga lievitazione che vi renderà una treccia sofficissima.

Io ho iniziato a prepararla il sabato sera e la mattina l’impasto era bello lievitato e pronto da formare, la ricetta prevedeva di realizzare due trecce, io ne ho fatta una… gigante!

Challah alla vaniglia e semi di papavero

Ingredienti per la challah alla vaniglia:

  • 570g farina manitoba
  • 120g pasta madre rinfrescata
  • 220g latte
  • 75g burro fuso
  • 3 uova
  • 3 cucchiai di miele (io millefiori)
  • un cucchiaino di sale
  • vaniglia in polvere q.b.

Serviranno inoltre:

  • 1 tuorlo d’uovo
  • semi di papavero q.b

In una ciotola spezzettare la pasta madre e mescolarla con il latte fino a farla sciogliere. Non importa se non lo sarà del tutto.

Mescolare 500g di farina con il sale e unire alla pasta madre sciolta nel latte, iniziare ad impastare se con una planetaria è meglio.

Aggiungere il burro fuso, il miele e le uova, a questo punto inizieremo ad avere un composto piuttosto appiccicoso.

Continuare ad impastare aggiungendo gradatamente i 70g di farina rimasti.

Lavorare bene fino a quando l’impasto prende corda.

A questo punto formare un panetto, ungerlo con dell’olio e metterlo a lievitare fino a quando sarà triplicato. Nel mio caso c’è voluta tutta la notte, del resto è giunembre che ci si può fare!

Al mattino ho trovato una ciotola strabordante di impasto con il coperchio rialzato. Ultimamente uso questa ciotola di plastica con il coperchio (comprata al Lidl e pagata pochissimo) che è una meraviglia come “camera di lievitazione”.

Sgonfiare l’impasto e dividerlo in tre panetti, possibilmente pesarli così da avere tutte pezzature uguali, formare dei filoncini ed intrecciarli ripiegando poi le due estremità al di sotto. Io non sono stata molto precisa e infatti ho ottenuto una trecciona cicciona da una parte e non dall’altra.

Disporre su di una teglia ricoperta di carta da forno, coprirla con un canovaccio umido e fare lievitare fino al raddoppio.

Una volta pronta…

Sbattere il rosso d’uovo con un cucchiaio di acqua fredda, pennellare tutta la superficie della treccia e cospargere con dei semi di papavero.

Cuocere in forno caldo a 200° per circa mezz’ora, quando inizia a prendere colore portare la temperatura a 180°.

E’ pronta quando avrà assunto un bel colore dorato, se avete il termometro l’ideale è infilzarlo al centro ed assicurarsi che sia sui 90°, se la temperatura è quella, è cotta.

Sfornare e fare raffreddare su di una gratella.

Ideale in ogni momento della giornata, con una buona marmellata per merenda o per preparare dei panini salati da picnic, è davvero sofficissima e anche se ci sono un pò di miele e vaniglia, no non è eccessivamente dolce. Si conserva bene e morbida per diversi giorni, eventualmente con questo caldo meglio tenerla in frigo chiusa in un sacchetto tipo da congelatore e al momento dell’uso riscaldare leggermente, tornerà soffice e fragrante. Provare per credere! Io me la sto gustando ora come accompagnamento per l’uovo fritto, gnam gnam!

Che ne dite? Alla prossima! ;-)

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